Money – Pink Floyd
Nel 1973 c‘era la crisi economica, il razionamento del petrolio, i ragazzi del Sessantotto facevano i conti con le disillusioni della recessione e della guerra in Vietnam. La band inglese aveva perso Syd Barrett, socio fondatore e chitarrista prima di David Gilmour, uscito di testa e dal gruppo poco prima.
In questo clima pesante i Pink Floyd decidono di realizzare un album a tema, un concept, sui disastrosi effetti della vita moderna: nasce così “The Dark Side of the Moon”.
Money apriva il lato B dell’album, uscito appunto nel 1973, ed è forse il brano più celebre.
Autore della musica e del testo era il bassista dei Pink Floyd Roger Waters. Si dice che il denaro sia la radice di tutti i mali odierni, sosteneva Waters (come peraltro San Paolo), ma nessuno è mai davvero disposto a privarsene. Il testo è un ironico ma spietato attacco all’avarizia, al consumismo e in generale al denaro che, per inciso, è anche la radice di tutte le guerre.
“Un blues tagliente sulla dipendenza dell’uomo dal denaro, su quei sogni di filigrana che ci spingono a correre più forte fino a renderci peggiori” (da ilsole24ore).
Ironicamente Money è anche la canzone che ha fruttato i maggiori profitti alla band inglese. L’album ha venduto oltre 50 milioni di copie ed è rimasto nelle classifiche di Billboard per 741 settimane dal 1973 al 1988.
Il brano è particolare oltre che per gli effetti sonori presenti in apertura e chiusura, anche e soprattutto per le strofe nel tempo dispari di 7/4, alternate ad un tempo più comune di 4/4 dopo l’assolo di sax, e sottolineate egregiamente ed ostinatamente dal notissimo riff del basso di Waters:

Il video ufficiale della canzone descrive praticamente parola per parola il contenuto del testo. Il suo stile narrativo sconta i 44 anni che ci separano dalla sua realizzazione, ma rende decisamente comprensibile il messaggio.

