La cura – Franco Battiato
Se riusciamo a non farci sviare dall’inconcludente video che accompagna la canzone, e ad occhi chiusi ascoltiamo il pezzo, possiamo entrare facilmente nella dimensione della musica di Franco Battiato e della poesia di Manlio Sgalambro.
La cura è l’essenza dell’amore. Amare non può che voler dire prendersi cura, accompagnare, proteggere. Sollevare l’essere amato dalle preoccupazioni, vere o fittizie.
L’amore di cui parla Battiato è l’amore per la donna amata ed è un amore che non permetterà che lei invecchi, non ai suoi occhi, né che si ammali. E’ una volontà precisa ma è anche una preghiera, una meditazione sulle possibili infinite abilità che l’amore può concedere a chi ama: “Supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce”.
È l’amore di sensi che non si placano, ma che è ben lontano dal desiderio di possesso.
Ma è, in altri punti, anche quello del padre (e della madre) per il figlio o la figlia nella prefigurazione o nella constatazione della crescita e del momento dell’abbandono. Lui (lei) ci sarà sempre quando ce ne sarà bisogno e l’accompagnerà nei suoi sbalzi d’umore, nei suoi inevitabili fallimenti, nel suo futuro dolore.
Ma il testo, in questo punto, può essere interpretato anche come momento introspettivo in cui chi parla si rivolge a se stesso, alla propria fragilità. Le ipocondrie, i turbamenti da guarire potrebbero essere i suoi, generati in seguito ad eventi personali che gli hanno tolto sicurezza. In questo caso l’elevazione riguarderebbe la possibilità di raggiungere una propria consapevolezza, autonomia e libertà e uno stato più stabile della mente.
In definitiva un atto di cura e di amore verso se stessi. Anche di questo abbiamo bisogno.
L’amore cantato in questa canzone è dare, senza una richiesta di contropartita. Io ci sono. Sono qui per te. “Perché sei un essere speciale”
In fondo non si ama sempre ‘a prescindere’? O no?

