Non è nel cuore – di Eugenio Finardi
La prima volta che ho visto e ascoltato Eugenio Finardi è stata a Parma nel 1972. Introduceva un concerto dell’allora più famoso Francesco de Gregori. Mi è piaciuto subito per la sua carica rock e per la semplicità e l’onestà dei suoi testi e della sua musica, che bene si inquadravano all’interno del suo impegno politico, ne costituivano, per così dire, il motore. Finardi nei 40 anni successivi si è mantenuto fedele alla sua onestà culturale non esitando a spaziare con la sua musica verso orizzonti diversi e lontani arrivando fino al genere classico contemporaneo.
“Non è nel cuore”, pubblicata come 45 giri nel 1976, è contenuta nello splendido album “Diesel” dell’anno successivo, che contiene un po’ una summa della sua poetica e delle sue posizioni antagoniste alla società di allora (e tanto più di adesso).
Nata nel periodo della contestazione generale in cui noi giovani inneggiavamo all’amore libero, la canzone di Finardi (più giovane di me di 2 anni) dimostra una grande maturità nel trattare il tema (abusato e spesso svilito) dell’amore. Parla ai suoi coetanei come un fratello maggiore, mettendoli in guardia dal confondere il sesso con l’amore: “non può esistere l’affetto senza un minimo di rispetto”,”l’amore è fatto di gioia ma anche di noia”.
Questa canzone mi piaceva a 26 anni e continua a piacermi a 66.

