Album

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di Mario D’Alfonso

Ho scritto questo brano a metà degli anni “80, quando mia madre aveva circa 50 anni ed era perfettamente orientata nel tempo e nello spazio. Gliel’ho fatta ascoltare allora, ma non ha mostrato un interesse particolare. Questo non me lo sono mai spiegato.

Il testo parla di una bambina diventata donna in situazioni difficili: c’era la guerra, la povertà, l’incertezza sul domani. Nell’assolato Sud è cresciuta senza modelli stabili, accettando le sue condizioni e coltivando aspirazioni semplici per un domani sempre più prossimo.

Gli eventi che hanno portato a cambiamenti sociali epocali le sono passati accanto sfiorandola, sempre timorosa di ciò che non conosceva e che non apparteneva alla sua sfera personale.

Ha costruito finalmente una famiglia e ha combattuto giorno dopo giorno le sue piccole battaglie di casalinga, resistendo alla fatica e alla disillusione, riducendo giorno dopo giorno i suo orizzonti.

Cantava mia madre. Cantava le canzoni di Sanremo mentre lavava i pavimenti o riordinava le stanze.
La mia canzone dice: “Ridatemi i miei anni “50, ridatemi il canto di mia madre”.

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